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Vuoi salvare le api? Comprare miele non aiuta.

22 Dicembre 2025
Tempo di lettura: 4 minuti

Bombo tra i fiori

Alberi da frutto, coltivazioni di verdure, legumi, cereali. Più le piante selvatiche. Tutte, per riprodursi, hanno bisogno degli insetti impollinatori: sono indispensabili per il 90% delle piante selvatiche da fiore e per il 75% di quelle coltivate dall'uomo. Non è dunque un'esagerazione dire che la sopravvivenza di api e bombi (e altri insetti impollinatori) è legata a doppio filo alla sopravvivenza della vita sulla Terra.

Oggi questi insetti sono in pericolo: per la perdita di habitat, i cambiamenti climatici e l'uso di sostanze chimiche in agricoltura. Ma anche per la diffusione delle api domestiche allevate per il miele e altri prodotti.

L'idea di "adottare un alveare" di piccoli produttori, o addirittura tenerne uno in giardino (un'attività chiamata "apicoltura urbana") viene spacciata da alcuni come un "aiuto alle api". Ma la realtà è ben diversa.

"Come allevare polli non aiuta a salvare gli uccelli selvatici, le api da miele non salvano quelle selvatiche e in alcuni casi possono contribuire al loro declino.", afferma Alison Benjamin, autrice di un libro sulle api. Alison è una ex-apicoltrice urbana che ha trovato modi migliori per sostenere la biodiversità [1]. Il libro è: "The Good Bee: A Celebration of Bees and How to Save Them" (L'ape buona: una celebrazione delle api e come salvarle).

La similitudine con l'allevamento di polli è illuminante: allevare api, o sostenere gli apicoltori comprando miele e altri prodotti, come può salvare le specie selvatiche in pericolo? Infatti, non le salva: aiuta invece la diffusione di una sola specie, quella delle api mellifere, che non ha alcun bisogno di essere salvata.

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Facciamo un passo indietro: cosa si intende con "ape"?

Nell'immaginario collettivo, l'ape è quell'insetto che produce miele, a strisce gialle e nere, che vive in grandissime colonie con una regina e una struttura gerarchica ben definita. Sbagliato: praticamente solo l'ape mellifera, quella che oggi viene allevata in grande quantità, risponde a queste caratteristiche. Nel mondo esistono invece 25.000 tipi differenti di api. Solo una piccola percentuale vive in colonie, la maggior parte sono insetti solitari, e solo pochissime specie producono miele.

Le api selvatiche sono importanti per l'impollinazione e la sopravvivenza stessa delle piante: sono loro a essere in pericolo, non le api domestiche! E non dimentichiamo che tra gli impollinatori ci sono anche i bombi (quei simpatici insetti molto più grossi delle api, tozzi, pelosi), che vivono in nidi con un centinaio di loro simili, e anche altri insetti.

Quando le api da miele sono introdotte in aree urbane, entrano in competizione con le api selvatiche e queste ultime, purtroppo, hanno la peggio. È chiaro che un alveare di 50.000 api vincerà, contro le piccole colonie di bombi e contro le api solitarie; anche perché le api allevate sono in grado di coprire una distanza molto maggiore e possono comunicare tra loro tramite "danze" che indicano la direzione e la distanza del cibo. In diverse città europee, i ricercatori hanno osservato che l'aumento di alveari urbani ha portato a un declino delle specie selvatiche.

Uno studio in Italia, sull'isola di Giannutri

Nel 2018, gli apicoltori avevano portato sull'isola 18 alveari di api mellifere. Dopo 4 anni, è stato notato che gli impollinatori selvatici (bombi e api antofore, solitarie) erano diminuiti dell'80% [2].

Dal 2022 al 2024, un gruppo di ricercatori ha svolto un esperimento: hanno tenuto le api da miele chiuse nel loro alveare per 11 ore al giorno. Hanno notato che, senza la competizione delle api mellifere, il comportamento di api e i bombi di specie selvatiche cambiava: andavano più in giro, impollinavano di più e riuscivano a succhiare più nettare (il 60% in più). Dopo questa ricerca, la direzione del parco nazionale di Giannutri ha vietato gli alveari sull'isola [3].

Cosa puoi fare tu

Se vogliamo aiutare le api e i bombi in pericolo, tutti i suggerimenti più diffusi sono validi, tranne quello di sostenere l'allevamento di api da miele, industriale o artigianale esso sia.

In definitiva, ecco quello che possiamo fare come singole persone per aiutare davvero le api:

Fonti

  1. The Guardian, The best way to help bees? Don’t become a beekeeper like I did, Alison Benjamin, 7 aprile 2024

  2. Pasquali L, Bruschini C, Benetello F, Bonifacino M, Giannini F, Monterastelli E, Penco M, Pesarini S, Salvati V, Simbula G, Skowron Volponi M, Smargiassi S, van Tongeren E, Vicari G, Cini A, Dapporto L. Island-wide removal of honeybees reveals exploitative trophic competition with strongly declining wild bee populations. Curr Biol. 2025 Apr 7;35(7):1576-1590.e12. doi:10.1016/j.cub.2025.02.048. Epub 2025 Mar 19. PMID: 40112810.

  3. The Guardian, The island that banned hives: can honeybees actually harm nature?, Phoebe Weston, 18 settembre 2025

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Categoria: Ecologia

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