Trigliceridi alti: cause e conseguenze

dr.ssa Stefania Candilera, Biologa Nutrizionista

04 Novembre 2020

Bilancia con cibo sano e dannoso

Tempo di lettura: 6 minuti

Che cosa sono i trigliceridi e quali sono i valori normali

La maggior parte dei grassi che assumiamo con la dieta sono trigliceridi, grosse molecole formate da una molecola di glicerolo e tre di acidi grassi. I trigliceridi sono anche sintetizzati all'interno del nostro organismo, nel fegato.

Nelle giuste quantità non sono dannosi: il problema si pone quando la concentrazione di trigliceridi presente nel sangue (trigliceridemia) diventa troppo elevata. Quando facciamo gli esami del sangue per misurare i trigliceridi, è importante rispettare 12 ore di digiuno e 48 ore di astinenza da alcol prima del prelievo.

I valori normali dei trigliceridi sono compresi tra 50 e 150 mg/dl. Valori tra 150 e 199 mg/dl si possono considerare un campanello d'allarme. Oltre i 200 mg/dl sono negativi per lo stato di salute.

Le cause dei trigliceridi alti e le conseguenze per la salute

I trigliceridi alti sono spesso legati a obesità o sovrappeso. Infatti le cause principali del problema dei "trigliceridi alti" sono:

  • troppi grassi introdotti con la dieta;

  • troppi zuccheri semplici (assunti dai dolci o bevande zuccherate, ma anche dalla frutta);

  • l’eccesso di alcol.

Altre cause possono essere legate a malattie: diabete mellito, ipotiroidismo, malattie renali o del fegato. Oppure l'utilizzo di certi farmaci: diuretici tiazidici, corticosteroidi, estrogeni (inclusi contraccettivi orali). Infine, i trigliceridi alti possono essere causati da abitudini poco sane, come il fumo di sigaretta e la sedentarietà.

Un valore elevato di trigliceridi nel sangue indica un rischio aumentato di sviluppare malattie cardiovascolari. Infatti, i quattro più importanti fattori di rischio modificabili, cioè sui quali possiamo intervenire modificando la nostra alimentazione e il nostro stile di vita, sono:

  • elevati livelli di lipidi nel sangue (tra cui i trigliceridi);
  • ipertensione arteriosa;
  • abuso di tabacco
  • vita sedentaria.

La presenza di uno o più di questi fattori tende ad aumentare il rischio in modo elevato.

Di solito, quando vi sono valori alti di trigliceridi si verifica anche un aumento del colesterolo LDL (il "colesterolo cattivo") e del colesterolo totale. Spesso questi valori sono associati anche a una iperglicemia lieve o moderata.

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La dieta per abbassare i trigliceridi: cosa evitare

Quando vediamo valori alti dei trigliceridi nei nostri esami del sangue spesso ci chiediamo "cosa NON devo mangiare?" "cosa mangiare per abbassarli?" .

Le misure dietetiche prevedono di:

  • ridurre il peso corporeo, in presenza di sovrappeso o obesità
  • evitare gli eccessi calorici;
  • limitare grassi, colesterolo e zuccheri semplici introdotti con la dieta.

Anche l’apporto di alcol dovrebbe essere sostanzialmente ridotto o evitato del tutto, quando i livelli ematici di trigliceridi sono superiori a 200 mg/dl.

Per chi supera i 500 mg/dl è consigliata la totale astinenza dall'alcol ed è raccomandata la perdita di peso corporeo.

Una dieta utile ad abbassare i valori di trigliceridi prevede:

  • una restrizione dei grassi totali a un massimo del 30% delle calorie totali

  • una quantità di grassi saturi inferiore al 10% delle calorie totali;

  • la riduzione del consumo di colesterolo: occorre evitare di superare i 300 mg al giorno (con un uovo si arriva già a quasi 200 mg di colesterolo), ma arrivare a zero è certamente preferibile;

  • una quota dei carboidrati complessi che copra il 50-60% delle calorie totali; i carboidrati complessi si trovano solo nel regno vegetale, soprattutto in legumi e cereali, meglio ancora se integrali, in quanto più ricchi di fibre.

Tutte queste caratteristiche sono rispettate da una dieta 100% vegetale, ricca di verdura, cereali (meglio se integrali), legumi e frutta secca. Il colesterolo assunto è nullo, i grassi saturi sono pochissimi e per evitare di eccedere coi grassi totali basta utilizzare l'olio d'oliva con molta parsimonia.

L'attività fisica aiuta

Oltre alla modificazione della dieta, per trattare i disordini legati ai grassi, è fondamentale intraprendere un programma di attività fisica moderata di tipo aerobico.

Una camminata a passo sostenuto, nuoto moderato, ciclismo leggero per un’ora al giorno è quanto consigliato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

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