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Colesterolo alto: cosa significa e quando è pericoloso?

dr.ssa Stefania Candilera, Biologa Nutrizionista
03 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 8 minuti

Placca nelle arterie

Il colesterolo svolge funzioni importanti nel nostro organismo:

Tuttavia, introdurlo con la dieta non è necessario, ed è anzi dannoso, perché il nostro organismo lo sintetizza da solo, nel fegato, partendo dai macronutrienti dei cibi: carboidrati, grassi e proteine.

Nella dieta onnivora, circa il 20-30% del colesterolo ematico proviene dal cibo, mentre il resto proviene dalla produzione endogena del fegato. Se dalla dieta se ne assume poco, o zero, il fegato aumenta la sua produzione, soddisfacendo i nostri fabbisogni.

Se ne introduciamo di più, il fegato ne riduce la produzione, però se le assunzioni sono eccessive allora si può arrivare a situazioni di colesterolo troppo alto, molto pericolose per la salute.

Livelli alti di colesterolo possono dipendere anche da anomalie genetiche, oltre che da una dieta troppo ricca di grassi.

Colesterolo HDL e LDL: quali conseguenze sulla salute?

Per spiegare cosa significa HDL e LDL, definiamo che cosa sono le lipoproteine: si tratta di sostanze che trasportano colesterolo, trigliceridi e fosfolipidi nel flusso sanguigno. Le LDL sono lipoproteine a bassa densità, le HDL sono ad alta densità.

Immaginate due automobili, una di colore verde (HDL) e una di colore rosso (LDL). Entrambe hanno il compito di trasportare il colesterolo. Quella rossa lo trasporta dal fegato a tutti i tessuti; quella verde funge da "spazzino", cioè riporta nel fegato il colesterolo in eccesso o rimasto in circolo, riducendone il deposito nelle arterie.

La funzione di "spazzino" è importante per la nostra salute, perché i depositi di colesterolo nelle arterie sono un fattore che predispone all’aterosclerosi. Le lipoproteine HDL ripuliscono le arterie: per questo, valori più elevati di HDL sono positivi e diminuiscono il rischio di sviluppo di malattia coronarica.

Invece un aumento dei livelli di lipoproteine LDL nel sangue è associato a un aumento di rischio di aterosclerosi. Può esistere una predisposizione genetica che porta ad un aumento dei livelli di LDL-colesterolo, ma è soprattutto una dieta ricca di grassi e di colesterolo ad aumentarli.

Per questi motivi il colesterolo HDL viene spesso chiamato "colesterolo buono" e quello LDL "colesterolo cattivo".

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Che legame c'è tra colesterolo e trigliceridi?

Per la valutazione del rischio di malattia cardiovascolare il parametro più adeguato è il colestorolo LDL. I valori dei due tipi di colesterolo e dei trigliceridi sono legati tra loro dalla seguente formula:

Colesterolo LDL = colesterolo totale - colesterolo HDL - (trigliceridi / 5)

Tuttavia, se i valori di trigliceridi superano i 200 mg/dl, questa formula non è più attendibile. In questo caso, è preferibile dosare direttamente i livelli ematici di colesterolo LDL.

Quali sono i valori normali di colesterolo e trigliceridi?

Oltre ai valori dei singoli parametri, sono importanti anche i rapporti tra loro. Esaminiamoli uno per uno.

Colesterolo totale

LDL, colesterolo "cattivo"

HDL, colesterolo "buono"

Si parla di livelli sierici ridotti quando la sua concentrazione è inferiore a 35 mg/dl per gli uomini e 45 mg/dl per le donne. Bassi livelli sono spesso associati a livelli alti di trigliceridi.

Le cause più comuni che portano ad avere livelli troppo bassi di colesterolo buono sono:

Rapporto tra i valori di colesterolo

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Qual è la dieta migliore per evitare il colesterolo alto?

È possibile aumentare le lipoproteine HDL (quelle "buone") e ridurre quelle LDL (quelle "cattive"), nonché diminuire il colesterolo totale, correggendo la propria dieta e aumentando l’esercizio fisico. È importante, inoltre, raggiungere un peso corporeo idoneo.

Il colesterolo non è presente nei vegetali, ma solo in carne, uova e latticini. Ogni 100 mg di colesterolo nella dieta giornaliera i livelli di colesterolo salgono di circa 5 mg/dl, anche se questo è variable da una persona all'altra. 100 mg di colesterolo sono contenuti in:

Nella dieta vegetale, occorre fare attenzione solo a evitare i prodotti industriali ricchi di acidi grassi idrogenati, che hanno lo stesso impatto metabolico degli acidi grassi saturi. Si trovano tipicamente nei prodotti da forno come crackers, fette biscottate, merendine, ecc. Il consumo di questi prodotti deve essere occasionale e vanno scelti quelli realizzati con olio d'oliva anziché grassi tropicali (palma e cocco) e idrogenati.

In generale, la dieta che consente di ottenere valori ottimali di colesterolo è quella 100% vegetale standard, in cui le calorie assunte derivano soprattutto dai carboidrati e non dai grassi, in modo da raggiungere il 50-60% delle calorie totali da carboidrati.

Importante anche il consumo di fibra (soprattutto solubile), che si trova nei legumi, nei cereali integrali, nella verdura, nella frutta. A contatto con l’acqua, la fibra solubile, forma una sorta di gelatina che riduce l’assorbimento dei grassi alimentari.

Altre sostanze fondamentali per migliorare il profilo colesterolemico sono le lecitine, cioè molecole che si trovano nei legumi (in particolare nella soia) e che moderano l’assorbimento intestinale del colesterolo.

In una dieta a base vegetale troviamo anche i fitoestrogeni: isoflavoni, cumestani e lignani. Si tratta di sostanze che migliorano i livelli ematici di colesterolo e sono anche antiossidanti. Si trovano nei legumi e nei semi oleosi. Altri antiossidanti fenolici si trovano invece nella frutta e verdura.

In definitiva, una dieta basata sui vegetali aiuta a diminuire il rischio cardiovascolare ed è anche in grado di contrastare e invertire l'aterosclerosi.

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