29 Giugno 2026
Tempo di lettura: 5 minuti
Nessuna strada obbligata, nessun cartello di divieto.
Solo spinte delicate verso certe scelte piuttosto che altre, lasciando sempre la decisione finale alla singola persona.
Questo è il metodo per aumentare i comportamenti virtuosi delle persone teorizzato da Richard Thaler e Cass Sunstein nel loro libro del 2008 "Nudge" (tradotto in italiano come "La spinta gentile").
Un metodo che si è rivelato utile anche per aumentare le richieste di piatti senza carne in una mensa universitaria britannica.
La "spinta gentile", in questo caso, è stata la foto dell'animale, da vivo, che era stato necessario uccidere per preparare ciascun piatto, aggiunta sul menù accanto al nome della pietanza.
Ha funzionato? Sì: la quantità di pasti vegetariani richiesti è aumentata del 22% rispetto al menù senza foto.
L'esperimento, da poco pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Environmental Psychology [1], ha analizzato 3674 ordinazioni degli studenti in 12 diverse giornate.
Perché sono tante le persone che, in cuor loro, non vorrebbero far del male e uccidere gli animali.
Però, quando si tratta di scegliere che cosa mangiare, il concetto di "animale" sparisce, viene disgiunto dal concetto di "carne".
La foto ricrea il collegamento tra la carne e l'animale ucciso.
E per le persone dotate di un'empatia o di un senso di giustizia un po' più sviluppati della media, questo funziona, proprio perché non vi sono pressioni e inviti espliciti, che potrebbero generare una reazione di rifiuto.
I ricercatori hanno riscontrato che funziona per qualsiasi specie animale: nell'esperimento sono state usate foto di maiali, mucche e polli.
Non ci stupisce. Dopotutto, una ricerca di pochi anni fa, svolta in Italia, ha riconfermato che è proprio quella etica la motivazione primaria per passare alla dieta vegetale: il 61,2% delle persone lo fa per motivi etici, il 21,2% per motivi ecologisti e il 15,8% per ragioni salutiste [2].
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Negli ultimi 60 anni il consumo globale di carne è raddoppiato, nel mondo, quindi invertire la tendenza è un obiettivo di tutte le istituzioni (per lo meno sulla carta).
La motivazione è duplice:
Avvicinare le persone a una dieta più sana, basata largamente sui vegetali, in un'ottica di prevenzione delle malattie (e conseguente diminuzione della spesa pubblica).
Contrastare i danni ambientali dell'industria dell'allevamento.
Questa industria:
è la principale causa di deforestazione;
provoca un enorme spreco di risorse e inquinamento (acqua, energia, terreni, sostanze chimiche);
contribuisce largamente alle emissioni di gas serra. Una stima del 2006 della FAO parlava di circa il 18%, poi su pressioni esterne è stata fatta marcia indietro e si è parlato del 14,5% (che è comunque maggiore delle emissioni dell'interno settore dei trasporti), ma dati più recenti parlano del 20% [2].
Con l'obiettivo di incentivare la transizione verso una dieta "più vegetale", sono stati fatti altri esperimenti di "spinta gentile" per facilitare la selezione di un menù vegetale [4]:
a una conferenza è stato offerto il menù vegetale come default, con la possibilità di richiedere quello a base di carne: solo il 13% delle persone ha richiesto quello con carne; invece, offrendo come default quello onnivoro, quasi tutti lo accettavano e solo il 6% chiedeva quello vegetariano;
dare più visibilità ai piatti vegetali nelle mense, o chiamarli con nomi più appetitosi, ne ha incrementato il consumo in mense universitarie e ospedaliere;
gli ospedali di New York City hanno implementato piccoli cambiamenti di questo tipo e la richiesta di piatti di carne è dimezzata (questo ha diminuito le emissioni di carbonio di quasi 8 milioni di kg l'anno).
Di spinte gentili se ne possono dare ogni giorno, per guidare la consapevolezza di chi ci circonda.
Da oltre 25 anni cerchiamo di fare anche noi la nostra parte, diffondendo conoscenza basata sulle evidenze scientifiche.
È essenziale perché, molto spesso, quello che frena le persone a cambiare comportamento, oltre all'inerzia, è il dilagare delle convinzioni errate, che non hanno basi razionali.
Ecco due risorse che ti possono aiutare a dare spinte gentili:
Nella lotta contro i falsi miti, ti consigliamo di usare la raccolta dei nostri articoli "Le domande dei lettori", con le risposte proprio ai dubbi più frequenti.
Visto che la sensibilità ecologista è in aumento (il 21,2% delle persone sceglie la dieta vegetale per motivi ecologisti, un dato impensabile fino a pochi anni fa), puoi far conoscere il nostro articolo "La dieta per la salute planetaria: proposta dagli scienziati per proteggere la salute umana e l'ambiente", che tratta questo tema.
Siobhan Murray, Rose Meleady, Gordon Hodson, Seeing animals, choosing plants: Evidence from a cafeteria field study on food choice, Journal of Environmental Psychology, Volume 111, 2026, 102988, ISSN 0272-4944, doi.org/10.1016/j.jenvp.2026.102988.
Vedi il nostro articolo: La dieta vegetale in Italia: nuove statistiche.
The Brakthrough Institute, Livestock Don’t Contribute 14.5% of Global Greenhouse Gas Emissions, https://thebreakthrough.org/issues/food-agriculture-environment/livestock-dont-contribute-14-5-of-global-greenhouse-gas-emissions
Sentient Media, Picture This Pig: Diners Shift From Selecting Meat On the Menu, 15 aprile 2026.
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Categoria: Dieta e salute